ESPLORAZIONE IN SOLITARIA AL
Varco del Paradiso, Monte Accellica Nord e Sud
Pitiniti - Stretto re' Palilli - Funno re lo Monaco - Porcino Marinari - Spaccaturo - Raio re re' Ferrere (Vallone Savina) - Giardinetto - Vallone Zachela (Canale del Ninno) -
Varco del Paradiso Est - Varco d. Spaccaturo - Q. 1383 d. Savina - Ferrata d. Pettinessa - Cima Accellica Sud - Ferrata F. Raso d. Varco del Paradiso - Varco d.P. Nord -
Cima dell'Accellica Nord (E). Ritorno: Discesa diretta zona "Passo re Carriddro" nel Vallone della Neve (versante SW) ...

(18 Maggio 2013)



Alba dalla SS "Ofantina", presso Montella (AV)

 

 

 

Montella


SS Salvatore (sin.) e Accellica Nord (des.)


 


Montella: Cascata e Ponte della Lavandaia


 


Varco del Paradiso e Ninno da Nord-Est

 


Lo "Spaccaturo"

Edificio captazione Raio Medio o Raio della Ferriera

Parto di buon mattino dai Pitiniti sul verde sentiero per il Porcino (Masseria) Marinari. Qui lascio la pista principale (CAI 104) per risalire il torrente fino allo "Spaccaturo" (per questo toponimo vedi Precisaz. Toponomastiche in calce alle NOTE e anche in calce a questa stessa pagina), quindi alla casetta del Consorzio Alto Calore. Stavolta, dopo la captazione e il contiguo grottino, proseguo tenendomi sulla destra (sin. idr. = W) dove, contrariamente al più aspro versante opposto, vi sono alcuni sentierini!


Spaccaturo e Grotte del Raio d. Ferrere
Salendo ancora ci si ritrova su un ramo secondario che scende da W, ma il sentiero compie poi una curva a sin. e sbuca in un più ampio alveo del torrente principale (che qui è quasi sempre secco, come nel resto del tratto a monte della confluenza con il ramo E, della Savina) in corrispondenza di un tratto in cui l'ampio alveo rimpiana ed è dominato da un faggione. Qui in loc. "Giardinetto re la Celeca" (q. 980m su CTR 1:5000, a c. 2h di cammino dall'auto) il ramo pricipale, più orientale, continua verso SSW, mentre poco sopra si diparte un ramo secondario (che sale verso SW).
Il Canale poi si stringe e più in alto vi si diparte sulla des. (W) un altro Canale senza nome (che precedentem. avevo identificato erroneamente come Vallone Zachela, che è invece quello principale).
Io ho seguito il ramo principale -Vallone Za'Chela- che qui diventa nevaio (perdendo un po' di tempo in tratti intasati da rami e tronchi e risalendo a des./W laddove l'intasamento e le strette/salti rocciosi non consentivano di passare mantenendosi nel canale; utile una piccozza in caso di basse temperature che renderebbero poco gradinabile e pericolosamente scivoloso il cono di neve) e sono quindi giunto (facili passi di II) alle fasce di rocce sottostanti il Ninno - Varco del Paradiso Est [2h; tot. 4h].



Giardinetto (NB: vista panoramica, ampiezza FoV c.250°, quindi a sin. = NNE, centro = S, des. = W)


Faggione del "Giardinetto"

Più a monte del Giardinetto c'è la confluenza nel Canalone del Ninno o V. Zachela (sin./S) di
un Vallone senza Nome (des. / da W)

Cinghiale adulto, probabilm. caduto

Salita verso la testata del Vallone Zachela
o Vallone del Ninno, su ampia lingua di neve

In alcuni casi può essere necessaria una piccozza
per fermare eventuali scivoloni sulla neve induirita
dalle basse temperature del mattino...

 

 

 


Sotto il "Varco del Paradiso" (Est), alla Testata del Vallone Zachela o "Canalone del Ninno". Tra gli alberi spunta il Ninno

Raggiunto il culmine del canale innevato, sulla sinistra (S) il nevaio continua brevemente per poi arrestarsi sotto un muretto oltre il quale il pendio aumenta: in quella direzione si va al canale a sin./S del Ninno che sbuca al colletto S(E) del Varco del Paradiso (VdP). Ci sono salito la scorsa estate. Mi porto perciò al centro, sotto al Ninno e al VdP N, presso una fascia di rocce di una decina di metri sotto la quale è un faggio secco, con numerosi funghi a mensola abbarbicati sul tronco ancora in piedi.
In questo punto non ci sono risalite fattibili senza attrezzature alpinistiche.
Spostandosi ancora più a des. (N) si oltrepassa una crestina di rocce marce proveniente da W e si accede ad una piccola conca secondaria, il cui pendio bagnato (terra e fogliame secco) culmina in alto in un piccolo colatoio roccioso di 3,5m sopra il quale c'è un alberello da cui pende un vecchio cavo d'acciaio (Cf. V. Bozza in: L. Ferranti, GMI, 2010, p. 237, itiner. 85c).
Essendo da solo non sono riuscito a trascinarmi sulla parte risalibile del colatoio, ovvero a sin. dove, a c. 2m d'altezza, si apre uno stretto caminetto laterale. L'altro lato (des.) ha meno appigli (III) anche se vi pende il vecchio cavo d'acciaio, su cui ho preferito non fare affidamento. La roccia è liscia e un po' marcia: in foto (qui a des.) sembra un banale passaggio da II+/III-(?) ma va comunque affrontato con assicurazione: nel caso che si scivoli nel tentativo di raggiungere il caminetto non è possibile bloccarsi perchè la conca è in forte pendenza, quindi si scivolerebbe per una ventina di metri fino ai primi alberi (durante i tentativi ho dovuto legare lo zaino al cavo, perchè anche quello non ne voleva sapere di restare fermo sotto le roccette).
Era possibile tentare di zavorrare un cordino per lanciarlo attorno all'alberello, ma rischiavo di scivolare nel lanciare, di beccarmi la "zavorra" in testa, o d'impigliare il cordino. Ho pensato anche di risalire la fascia di rocce che separa questa conca N da quella principale/centrale arrampicandomi sul grosso faggio poco più giù, presso la base, ma poi ho lasciato perdere, decidendo di salire al Varco per altra via e poi eventualmente percorrere il colatoio-camino in discesa dall'alto con l'ausilio della corda doppia e dell'albero che sormonta il breve passaggio. (Oltre, ovvero più a N di questo punto del VdP NE, c'è la parete verticale che costituisce l'estremità orientale della cresta N dell'Accellica: la zona immediatamente a des. del Ninno in questa foto).

Testata del Vallone Zachela. Qui nell'estate del 1982 perse tragicamente la vita il dott. Vito Bianucci
Clicca sulla foto per ingrandire [Foto del 10/3/2011]
In questa zona selvaggia con forti pendenze alla testata del Vallone Za'Chela (sotto lo zoccolo E del Ninno), perse tragicamente la vita il giovane e promettente ricercatore dott. Vito Bianucci, che precipitò nel luglio 1982 scivolando nel sottostante burrone mentre fotografava la flora arborea di questo luogo impervio per studi di scienze forestali (Univ. di Pisa) [inf. pers. F. Bosco].
- Quindi sono ritornato alla fascia di rocce centrale sotto il VdP (E) per poi traversare verso il basso seguendo le rocce che ora sono quelle della base della Pettinessa. Sgrottamenti usati dai cinghiali e numerose piste percorse da questi animali puntano verso il "Varco dello Spaccaturo" (ho evitato la salita al varco Sud, già effettuata l'estate scorsa, per le condizioni sicuramente troppo proibitive del viscido e ripido canale che da E conduce al muretto finale con cavo-corda-catena del colletto sud del VdP).
Raggiunte le 'tracce suine' che costeggiano la fascia di rocce alla base (NE) della Pettinessa le ho seguite fino al canale che mena su al varco principale. L'ho cominciato a risalire ma nel tratto finale invece di proseguire a destra verso la vera e propria (e più evidente) sella tra Savina e Pettinessa (da dove discesi il 12/8/12), ho proseguito a sin. su irti pendii con alberi, giungendo quindi sulla cresta della Savina poco a N della terminale q. 1383 IGM (ovvero poco a monte del caratteristico "arco" di roccia e della Grotta della Savina, entrambi situati presso il sentiero che lambisce il crinale della Savina).

Ripari e sgrottamenti sotto la base E della Pettinessa

Salite verso Q. 1383 della Savina

 

Panorama con forte distorsione prospettica dell'Accellica e Varco del Paradiso da Est


Raggiunta la panoramica q. 1383 mi sono concesso un'oretta di riposo: di mattina mi ero mosso da casa molto presto e senza andare a letto... Intanto un corvo imperiale svolazza attorno al Ninno; ne vidi diversi quando venni sulla Savina il giorno del mio 40° compleanno, il 10/3/11.
Un po' titubante per una lievissima pioggerella (ero senza impermeabile e temevo un anticipo dei temporali previsti per il gionro successivo, il che avrebbe portato ovvi problemi dovendo passare un paio d'ore a contatto con i cavi d'acciaio delle ferrate) comincio la risalita della facile ferrata "F. Raso" che conduce per i pendii NE della Pettinessa, quindi sulla sua gobba e infine alla cima Sud dell'Accellica, 1606, (c. 50 min.)

 

 

 



Varco dello *Spaccaturo
(Sella Savina - Pettinessa)

Varco del Paradiso

 

 

Varco del Paradiso e Ninno



 

A questo punto c'è da percorrere la bellissima e aerea traversata del "Varco del Paradiso" da Sud a Nord, quindi mi porto sul lungo balcone a N della cima.
Sul lato sinistro (W) incombe la parete verticale del tratto superiore/N del Canale Pettinessa, mentre a des. (E) un canalino-camino (G. Capone) che proviene da una diramazione S di quello che sale al colletto S del VdP, risale le rocce fino alla sottile cresta; più giù il Vallone del Ninno, testata del Vall. Savina o Raio della Ferriera, dove mi trovavo stamane.
Dopo i primi facili cavi arriva il primo "passaggio chaive" sullo spuntone roccioso a precipizio sui due baratri (ora è il Butto della Neve a sin. e sempre il Vall. del Ninno a des.) che, con l'ausilio dei cavi d'acciao che lo cingono, conduce ad una cengia al cospetto della vetta del Ninno, che sta meno di 30m più avanti a N. Ora si ripiega a sin. (W e poi SW) e dopo un passaggio sotto una fascia di rocce si scende con corde-cavi tra gli alberi per poi ripiegare a N verso il Bivacco Valsavin (il "Tracciolino del Ninno" vi sale da W) e quindi al Varco del Paradiso Sud (catena-corda che penzola sul muretto a E, risalito la scorsa estate). Ci si porta ora sotto la base W del Ninno e si affronta un ultimo passaggio in un intaglio-cengia a precipizio su pendii erbosi che confluiscono nel Butto della Neve (coperto da vegetazione, se ne intravede solo la parete che lo cinge a N) con il cavo che aiuta molto in un passaggio altrimenti assai più difficile (da verificare se sia evitabile aggirando lo zoccolo poco più giù??). Aggrappandosi ad alberello e cavo si lascia la cengia accedendo al VdP N.


Cliccare per vedere il panorama (360°) in formato più grande

 

 


i Piani di Giffoni e la valle del f. Picentino

 


Bivacco Valsavin, sotto al Varco del Paradiso SW

 


Cliccare per vedere la foto a colori

 

Eccomi quindi al Varco del Paradiso Nord (il "Varco" vero e proprio, essendo il colletto N vari metri più basso di quello S). Stavolta evito di salire anche sul Ninno (ci sono salito l'ultima volta appena due settimane fa) e mi porto giù sui pendii erbosi a E del Varco, oltre l'intaglio che entra subito in un boschetto. 15m più giù s'incontra un cavo d'acciaio che aiuta a traversare verso sin. / N.
Ho esplorato per più di mezz'ora questo ampio scivolo (strati di fogliame bagnato che possono facilmente cedere sotto i piedi) che cinge a N e NE il Ninno. Sul suo lato SE, c'è infatti la fascia di rocce che costituisce lo "spigolo" NE del Ninno; a E si arriva sull'orlo della fascia rocciosa con un "balcone" di circa 10m sotto il quale sono passato all'andata (a des. si nota la parte alta del faggio "agghindato" di funghi a mensola).
A NE (proseguendo quindi nella dir. del cavo e poi tenendosi sotto le rocce in dir. di un faggio) deve esserci il passaggio che conduce al caminetto sotto il quale mi sono fermato all'andata. Essendo roccia marcia (e il sottostante pendio erboso-terroso ricoperto dalla scivolosa coltre di fogliame bagnato), privo di assicurazioni, ho evitato di scavalcare queste rocce, ma è certo che oltre di queste si apre il canalino con alberello sommitale cui è fissato il vecchio cavo arrugginito (vedi tratteggio in alto a des. nella foto invernale = "C" nella mappa 1:5000 qui in calce). Sono tornato verso l'alto tenendomi a destra sempre sotto le rocce, per verificare un'altra possibile via d'uscita, ma questa è cieca. Ridisceso, preso dai dubbi, ho di nuovo valutato la possibile calata con la corda per il muro, ma un po' per stanchezza, un po' per paura di restare bloccato a mezz'aria, sono ritornato verso l'alto, alla luce dell'intaglio del colletto N del Varco.
Un'altra mezz'ora e, per più facili passaggi della ferrata, giungo ai pendii dell'estremità orientale della cresta N dell'Accellica e quindi all'anticima NE.
Adesso bisogna decidere se scendere per la classica via lunga di cresta, via Colla Finestra, o rifare la direttissima verso il sentiero 104 sullo spallone W del Vallone della Neve. Il vento che soffia in cresta mi fa propendere per la seconda opzione.


VARCO DEL PARADISO E ACCELLICA SUD
Clicca per vederla in formato più grande


Le due cime Nord dell'Accellica

 

Solo una volta sono riuscito a scendere (ed era notte!) per questo spallone senza dover usare la corda.
Altre volte sono finito sempre troppo a sin (W), compreso due settimane fa, quando in salita dal Vall. della Neve non ho avuto problemi, ma a ritorno ho dovuto usare la corda per discendere alcuni saltini di impluvi minori in cui ero finito, leggermente più a W). Seguo la cresta e (a pochi min. di cammino dalla croce) prima di giungere alla vera e propria cima boscosa (q. 1660m) ci si immette nel bosco a des. e si scende tenendosi sempre a pochi metri dal ciglio oltre il quale precipitano a strapiombo le parti alte del Vallone della Neve.
E' bene precisare che non c'è sentiero e, stando nel bosco, non sempre è facile mantenersi sulla spalla occid. del Vallone. Stavolta, forse fuorviato da piste che credevo di aver percorso in salita a inizio maggio, mi porto troppo a E, finendo su un impluvio laterale della parte medio-alta del Vallone della Neve.
Intanto sta già facendo buio e già da un po' ho messo mano alla corda per discendere i pendii che si sono fatti assai irti.
Potrei tornare indietro, ma so di essere poco più giù del punto del Vallone della Neve dove cercai di salire la scorsa estate. Quando però il buio si fa totale, pur avendo una piccola pila, diventa troppo azzartdato continuare a scendere con la corda, anche perchè non è possibile valutare la via migliore con una visibilità a 5m. Alla mia sin. un canale secondario del Vallone della Neve; più a destra vedo le roccette che chiudono la testata bassa del Vallone della Neve vero e proprio, sopra le quali s'innalza il pauroso imbuto che si allarga verticale fin quasi sotto l'anticima NE dell'Accellica. Sotto di me pare ci siano c. 80m, non di più, per raggiungere il "greto alto" del Vallone della Neve.

Sono le 21:30 e mi trovo su un bel ripiano creato da un faggio semisradicato, sotto una paretina di rocce, quindi difeso da eventiali pietre ruzzolanti.
Non ho nulla di pesante da indossare, solo canotte, ma dopo la recente "esperienza notturna" invernale a c. 1000m dopo un'escursione sul Cervati, non m'impensierisce più di tanto il dover passare la notte sotto le stelle. Indosso le canotte che ho, uso calze asciutte per ricoprire le braccia, in testa una sacca dove avevo gli alimenti, sulle ginocchia il telo impermeabile copri-zaino.
Mi restando 2 dita d'acqua e un'arancia, ma la sete, essendomi fermato, si fa meno insistente. Seguono 8 Ore di dormiveglia: come detto la notte prima ero partito senza andare a dormire, ma il sonno non è pesante; ogni tanto sento i cinghiali nei paraggi e qualche altro animaletto più piccolo. Un paio di volte sono probabilmente proprio gli animali che fanno rotolare sassi dall'alto, ma come detto sono ben protetto... Anche gli insetti sono tutt'altro che invadenti (mi meraviglierò di non avere nulla addosso, quando al mattino potro' sciacquarmi). Ogni tanto il vento soffia e fa fischiare le chiome dei faggi sul crinale opposto, la spalla orientale del Vallone della Neve. In alcuni casi seguono, sempre dall'altro lato, brevi scariche di sassi che precipitano nel vallone.
Le stelle mi fanno ben sperare: ricordo che la domenica le previsioni portano pioggia, e spero che questa non s'anticipi. Il tempo non passa mai; credo siano le 3-4:00 e invece verifico che è da poco passata l'1:00. La seconda metà della notte passa più veloce, meno fredda di quanto pensassi (sono al riparo dal vento). Ho ancora qualche goccia d'acqua ma potrebbe servirmi per le lentine a contatto se il tenere troppo gli occhi chiusi me le dovesse seccare negli occhi: e preferisco non dover discendere l'ultimo tratto con gli occhiali. Riposo in tranquillità fino all'alba.

Mt. ACCELLICA
Discesa "Direttissima" dalla cima Nord per il
VALLONE DELLA NEVE
(19 Maggio 2013)
Sono le 5:30 e c'è abbastanza luce per riprendere la discesa. In alcuni punti scendo muretti (a 90°) e il pendio si mantiene comunque sempre sopra i 60°, ma sono a 60-70m dal fondo del vallone. La rarefazione degli alberi a cui ancorare la corda mi costringe a passaggi con la corda un po' troppo di sbieco e tenendomi a radici e fusticelli di dubbia tenuta (che sarebbero stati assai problematici da superare di notte con una pila in mano: utile quella frontale!). Tre quarti d'ora circa e raggiungo il fondo. Sopra intravedo a meno di 100m la fine del Vallone vero e proprio, con la fascia rocciosa e le due diramazioni, tra le quali cercai di salire l'anno scorso. Ora si scende.
L'intasamento di neve nel canale è (sono poco sopra i 1000m di quota) notevole, ma seppur compatta è croccante e poco scivolosa (utile però un bastone per ancorarsi in caso di scivolone) e bisogna fare attenzione a non sprofondare; più giù c'è fitto intasamento di ramaglie ed enormi tronchi, e stento a riconoscere certi passaggi da dove sono salito due settimane prima.
Arrivo quindi alla stretta rocciosa dove terminano i "detriti", esco dal breve tratto "a canyon" e raggiungo la captazione nell'ombra della mattina (ore 7:00).
Proseguo per il ponticello nella parte bassa del vallone, e dopo qualche scatto alle cascatelle, evitando a sin. e poi a des. (idr.) alcuni saltini minori, in 20 min raggiungo la parte del torrente con i familiari segni biancorossi del sent. CAI 104, che in un'altra oretta mi riporta all'auto, presso Pitiniti.
Una notte sull'Accellica ci voleva! Certo non sarà l'ultima...

Montella, Collegiata di S. Maria del Piano

Monastero e Castello del Monte (Montella)

Piano del Dragone (Volturara Irpina)
Foto e testo © Francesco Raffaele
NB: I dettagli sui toponimi dei luoghi che risalii in quest'occasione, sono stati aggiornati (e in alcuni casi corretti*) nel Maggio 2016,
tenendo conto delle indicazioni e precisazioni gentilmente fornite a me e a Giuseppe Capone dal sig. Ferruccio Bosco, a Montella il 17/3/2016
*[In particolare 1) loc. "Spaccaturo", la cui posizione era già stata ratificata verso il 2014, essendo la breve forra così nominata posta poco a valle della Captazione AC del Raio d. Ferrere, mentre la sella tra Savina e Pettinessa, dove inizialm. l'avevamo indicata, potremo invece denominarla Varco Savina-Pettinessa, o Varco dello Spaccaturo o Varco Zachela...
2) "Giardinetto" è più a monte della loc. inizialmente indicata, essendo in realtà presso q. 1000, nel punto ove il fondovalle/greto rimpiana e si apre, dividendosi in due canali-valloni...
3) Dei suddetti canali-valloni dell'alto Raio delle Ferrere o Vallone Savina, quello principale, che procede verso S in direz. del Ninno, è il "Vallone Zachela", mentre quello secondario/W non ha nome.
In realtà l'intero Vallone della Savina sarebbe stato indicato come ZACHELA, essendo invece "Raio delle Ferrere" il solo tratto più basso, a valle della Captazione AC, tra Spaccaturo e Porcino Marinari ]
Carte della zona Accellica - Varco del Paradiso. Per la toponomastica più aggiornata vedere la mia carta delle "Vie della CELICA"
Carta del sentiero percorso (IGM 1:25000 con SAT sfumata). Carta Tecnica Numerica Regionale 1:5000
[ 468014 - 468013 - 467042 - 467041 ]

La mia pagina sul "Monte Celica"

Gallerie Fotografiche delle altre escursioni sull'Accellica:
18-19/5/13
(Varco del Paradiso, Traversata d. Accelliche - Vall. d. Neve)
5/5/13

(Direttissima dal Vallone della Neve - Accellica Nord - Ninno)
16/3/13
(Piani di Giffoni - Cima Sud, invernale)
30/1/13
(Piani di Giffoni - Cima Sud, invernale)
2/9/12
(La Savina, da Nord)
12/8/12
("Anello del Paradiso")
22/7/12
(Porcino Marinari, Porcino Gatta, Vallone della Neve)
8/7/12
(Salita classica per il sentiero CAI 104)
17/6/12
(Raio delle Ferrere - Ninno - Cima Nord - Vall. dei Briganti)

25/2/12
(Piani di Giffoni - Cima Sud, invernale)
8/1/12
(Croci di Acerno - La Savina - Accellica Sud)
18/9/11
(Piani di Giffoni - Accellica Sud)
3/7/11
(Valle del Calore - Accellica Nord - Ninno...)
7/5/11
(Butto della Neve, Tracciolino, Ninno, Scalandrone)
10/3/2011
(La Savina)
19/8/2010
(Timpone, Accellica Sud, Ninno)
18/3/2010
(Butto della Neve, CAI 106B)
27e28/2/2010
(Traversata delle Accelliche e Accellica Sud)
7/6/2009
(Piani di Giffoni - Accellica Sud)
10/3/2009
(Piani di Giffoni - Accellica Sud, invernale, solitaria)
9/11/2008
(Croci di Acerno - Cresta della Savina - Accellica Sud)
17/8/2008
(Grotta dello Scalandrone)
8/7/2007
(Accellica Nord)
24/6/2006
(Accellica Sud)
12/6/2005
(Accellica Nord)
4/7/2004
(Varco Colla Finestra)
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