Monte S. Angelo a Tre Pizzi: salita sul "Canino" da Sud
Francesco Raffaele in solitaria per lo "Scalone del Canino" (diff. F / pass. II+)
Paipo (loc. Monte Luongo, q.875m IGM) - Capo Muro (1079m) - Varco q.1165m IGM - Rami sin. Alto Vallone Porto - Base distacco Frana di Monte Catiello - Ramo centrale alto Vallone Porto -
"Scalone dell Canino" - Sella del Canino (o Sella Molare/Canino o Sella Castellano) - Cresta W del Canino - Cima del Canino o Monte di Mezzo - Bocca dell'Inferno (Sella Canino/Cardara) -
La Cardara - Q. 1326m IGM - Spuntone della Frana o Cima di Vena Spaccata (1331m) - Costola SE del M. Catiello - Capo Muro - Q. 942m IGM - Strada di Monte Luongo / Paipo.

(20/10/2019)




Chi dal Mare delle Sirene o dal Monte Comune si faccia a mirare, in un pomeriggio sereno, quella grande meraviglia che è la Costiera d'Amalfi sopra di Positano, avrà d'innanzi a sé il tricuspide Mons Aureus, oggi S. Angelo a Tre Pizzi, che poi è invero quadricuspide: si succedono infatti, da ponente a levante, a guisa di enormi denti, le cime della Conocchia, il Molare (o Punta di S. Michele), il Canino (o Monte di Mezzo) e il Catiello (o Monte della Cardara), tutti elevantesi attorno ai 1400 metri di altitudine e difesi, ad austro, da muraglie di roccia e orridi valloni apparentemente impraticabili, eppur solcati da ardite vie pastorali di paurosa beltà... Sin dalle prime peregrinazioni esplorative in questa montagna mi ha incuriosito la serie di tracce che le carte a maggior scala riportano su questo versante, tutte per lo più disposte in traverso. Ma questo sarà argomento di un'altra descrizione (Escursione 6/6/2019), mentre qui si baderà alle vie di salita che attaccano la montagna da sud portandosi in modo più o meno diretto in quota fino ai "Pizzi".
La Frana del Mt. Catiello (cf. infra) ha tranciato un'antica, erta via che s'insinuava nella "Bocca dell'Inferno", vecchio toponimo con cui si denota la sella tra i due pizzi più orientali (q.1334m sulle CTR 1:5000) probabilmente un tempo percorsa dai caprai e occasionalmente anche dagli escursionisti con capacità alpinistiche (ci sono relazioni del secolo scorso di salite o tentativi di trovare vie più o meno "scomode" da questo settore: cf. escurs. 15/4/2016). Dalla prima salita alla Bocca dell'Inferno lungo la frana, assieme a Elio Dattero, che ci era già salito l'anno prima, mi ha incuriosito la ripida "rampa", quasi uno scalone, che sale all'estremità occidentale del versante Sud del Canino. La <quasi certezza> della sua percorribilità, l'ho avuta solo durante il bellissimo giro d'inizio giugno scorso. Rimessomi in buona parte da una lesione al menisco, dopo un'accurata analisi delle carte IGM e CTR, nonché di mie foto e persino di vedute da Google Earth (che per la verità uso assai di rado) eccomi immerso, in poco più di un'ora di auto da casa, in un "Eldorado montano" che, a mio parere, non ha tantissimo da invidiare agli altri gruppi appenninici più alti e ampi, se non appunto nella quota e vastità. Eppure gli appicchi sono qui notevoli, come la prominenza, in particolare dal lato mare. I crinali che fanno da bordo ai rami del Vallone Porto e della Lontra, sono alpinisticamente vergini così come, credo, il fondo dei fossi che presentano salti giganteschi, soprattutto in basso.
Non ho trovato traccia di cenni a questa salita in relazioni delle locali sedi del CAI, seppur sia tutt'altro che improbabile che degli esploratori o alpinisti, e ancor più pastori e cacciatori, l'abbiano potuta effettuare data la relativa facilità (soprattutto per capre e alpinisti) e la prossimità delle suddette "tracce alte". Ho comunque coniato il nome "Scalone del Canino" per questa via diretta alla sella del Canino (o Sella Molare-Canino, q. 1370m CTR, denominata da L. Ferranti sulla Guida "Appennino Meridionale" anche "Sella Castellano" in memoria di Francesco "Ciccio" Castellano, medico alpinista napoletano). [diff. F / pass. II+]
Prossime esplorazioni in zona: altri possibili passaggi soprattutto in direzione verticale, tra il cosiddetto "Sentiero Alto degli Dei" (Via comunale Conocchia, = CAI n. 329) e le vie pastorali ancora più in quota.



Colle la Serra e il "Sentiero degli Dei"

Torre Clavel e Fornillo (Positano)
Partenza alle 12:00 dal tratto finale asfaltato della stradella del Casino di Paipo (pr. q. 875m). Non la percorro per intero ma mi innesto, nel bosco, sulla traccia (vd. IGM 1:25000) che sale in diagonale verso NNW e che mi porta, oltre un gregge di capre, al "Fungo" di pietra di Capo Muro (1079m).
Qui a lato alcune zoommate sul Molare scattate dalla curva della strada di Paipo, 2,4 Km di distanza in linea d'aria (si intravedono escursionisti sul tratto finale del sentiero per la cima, la vetta dei Lattari, 1444m).
Da Capo Muro mi alzo su una traccia (v. anche IGM) che si tiene più in quota del sentiero CAI 329 (ossia il "Sentiero alto degli Dei" = Via comunale Conocchia): questa traccia, oltrepassato il fosso che dà origine al Vallone Grarelle, che fa da confine prov. Positano (SA) / Agerola (NA), sale a una selletta boscosa a N di q.1165 IGM (foto panoramica in basso). E' una vecchia via pastorale, scomparsa quasi in toto, che traversava in quota (a c.1100m) i versanti Sud del M. S. Angelo a Tre Pizzi (Vena Spaccata e Rivo della Lontra), fino a innestarsi sul sentiero che dalla Conocchia cala alla Cas. Forestale (v. Esc. 6/6/2019).

Capo Muro (Passo del Muro) e SE del M. Catiello

L'inizio della traccia alta che sale in quota da Capo Muro




 

Il problema di questa traccia è il traverso nel tratto che sta sotto l'avancorpo SW, q.1326 IGM, del M. Catiello, la Vena Spaccata (toponimo indicato qualche anno fa da un pastore locale all'amico Elio Dattero) zona interessata da una ciclopica frana (ca. 60000 mc di roccia calcarea) che si è da lì staccata nella notte tra il 4 e 5 Gennaio 2002, allungandosi per soli 500m (c. 400m di disliv.) in due rami di sin. dell'alto Vallone Porto di Positano, fin oltre il sentiero CAI 329 (o "via Comunale Conocchia" sulle mappe catastali) che là transita a q. 900m ca. Si deve prestare attenzione evitando di passare su placche troppo inclinate, ma è ovviamente il pericolo di distacchi -anche imponenti- che rende l'attraversamento abbastanza pauroso... soprattutto se si nota il volume di roccia, c. 20000 mc, che resta quasi in bilico, separato dal corpo principale da una fessura larga 2m e alta 90-100m. [A sin.: due angolazioni della spaccatura /// monitor-target messi dai geologi sul distacco /// sosta su uno dei blocchi / panoramica (2006) della frana con transito di escursionisti su ex sent. CAI 29]



I blocchi del ramo destro (W) della frana si sono arrestati più in alto di quelli del ramo destro, che inizia e si arresta a quote inferiori (oltrepassando anche il "Sentiero alto degli Dei" /CAI 329.
Qui risalendo dritti a NNE si va alla Bocca dell'Inferno (Sella Canino-Catiello, q.1334m CTR, vd. Escursione del 15/4/2016), mentre in questa occasione proseguo verso la costola di sinistra.



Passaggio sul ramo destro della frana



Sul costolone divisorio, propaggine della cresta SSE del Canino che cala verso SSW separando la parete Sud del Canino (a sin.) dalla Bocca dell'Inferno (a des.).
In alto su questo rilievo, verso q. 1280m ca., c'è il gruppo di pinnacoli che io ed Elio battezzammo la "Mano di Dio" (Elio salì sul più alto, il "Dito di Dio", il 15/4/2016)



"La bocca che ride": verso l'estremità W della parete Sud del Canino, c'è un ampio scavernamento che mi ha ricordato certi mascheroni cinesi a testa di drago che sfilano a bocca aperta nelle tradizionali parate...

La Mano di Dio




Ci sono quasi









Sella del Canino o Sella Castellano (1370m)

Spigolo dell'anticima E del Molare (via Castellano)

Panorama stupendo dal termine della ripida rampa "lo Scalone del Canino"



In alto, l'ombra dei Tre Pizzi dalla cima del Canino o Monte di Mezzo su Colle Garofalo. In basso, un escursionista alla Croce della Conocchia.





Il "Dito di Dio"






Isola di Capri


 



 











Poco dopo le 19:00, dopo 7 ore dalla partenza, sono all'auto. Davvero appagante trovare ambienti di tale bellezza con la possibilità di immergersi in scenari di "aspra" montagna, seppure a meno di 1500m sul livello del mare e con lo stesso mare quasi a un tiro di sasso, come dico spesso. Ambienti dove c'è ancora qualcosa di "nuovo" da fare, su tracciolini ai limiti del (facile) alpinismo, godendo di viste "Auree", spettacolari e spesso cangianti dopo pochi passi. [F.R.]


 

Foto di altre escursioni su Canino e Catiello

Canino e Catiello, invernale (5/12/2017)

Traversata Conocchia, Molare, Canino e Catiello
(15/4/2017)

Frana, Canino e Cardatra
(15/4/2016)

 

Foto di Francesco Raffaele
[Con bridge Lumix FZ1000]

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