Escursione sui MONTI ALBURNI OCCIDENTALI
Monte Pizzuto, Cima del Chiodo, Monte Porco
POSTIGLIONE (loc. PESCARA) - COSTA DELLE FELCI - VALLONE CHIAIMUNNO - VARCO DI CHIAIMUNNO - M. PIZZUTO (1403m) - CIMA DEL CHIODO (1400m) - M. PORCO (1411m)
[+ Monte Pendolo, Gragnano / Pimonte, NA]
(13 ottobre 2019)

I Monti Alburni sono un importante massiccio calcareo della Campania, in provincia di Salerno, che si estende con andamento WNW-ESE tra le valli del Sele, Calore, Tanagro e il Vallo di Diano. Costituiscono la parte più settentrionale della vasta superficie del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano (PNCVD, 181.000 ha), istituito con la nota legge Quadro 394/1991 delle Aree protette (e con successivi decreti).
La bastionata di rocce chiarissime domina il tratto "Nares Lucanae" della via Annia/Popilia (Ab Regio ad Capuam) poco a sud della Valle del Sele, importanti vie di comunicazione preistoriche e romane (cf. L. Caruso e M. Lazzari, La via ab Regio ad Capuam, 2015, p. 95-132). Virgilio menziona il monte Alburno (e il porto Alburno) nelle Georgiche (Lib. III, v. 146 seg.). Il toponimo / oronimo è generalmente associato al lat. "albus", bianco (colore delle pareti calcaree, ed è omofono di "alburno" = legno giovane, chiaro sotto la corteccia), ma potrebbe, secondo i linguisti, derivare etimologicamente dalla stessa voce prelatina di "Alpe", pascolo montano (?).
Tra i gruppi montuosi del Mezzogiorno non esistono equivalenti per importanza e incidenza dei fenomeni carsici: infatti il massiccio è, dal punto di vista speleologico, uno dei più indagati d'Italia (cf. Bellucci et al. 1995; I. Giulivo e A. Santo in: N. Russo et al., 2005, p 397-459)! Anche per l'Escursionismo gli Alburni sono venuti alla ribalta presto, con Vincenzo Campanile e M. Todini (Mt. Alburno*, q. 1742m, 1 giugno 1890: V. Campanile in: RM CAI 1890, p. 205; cf. anche id., RM CAI 1898 p. 260; N. Parisio, Boll. SAM 1893, p. 149-152 etc.) ma le gite hanno a lungo avuto come mèta la vetta più alta, l'Alburno o Panormo, 1742m (o la cima poco più a W, Mt. Tirone), la Montagna della Nuda (1704 m) o le più orientali Torri di Petina (Il Figliolo; vd. mio reportage: Traversata Alburni 9/8/2015 con links ad altre escursioni).
*[Fin dall'antichità "Alburno" designava l'intero gruppo montuoso oggi denominato al plurale "(Monti) Alburni"; gli escursionisti di fine '800 talvolta chiamavano la vetta "il Segnale", essendovi stato posto dai topografi napoletani il segnale trigonometrico della rete geodetica primaria, tra il 1850/1860. Sulle vecchie carte (ROT e ITM) la quota del segnale è 1741m, poi 1742m].
Nel corso del XX secolo si moltiplicarono le escursioni, soprattutto da parte delle sezioni CAI di Napoli, Cava de' Tirreni e poi Salerno. Pietre miliari per la conoscenza escursionistica e alpinistica degli Alburni furono prima un approfondito articolo di Carlo Landi Vittorj (1967) che attirò l'attenzione di alpinisti romani e poi, all' inizio degli anni'80, il (31°) capitolo dell'ancora fondamentale (ed a suo tempo rivoluzionario!) "Mezzogiorno di Pietra" di Alessandro Gogna (1982). L'articolo di C. Landi Vittorj pose anche dei punti fermi sulla toponomastica montana che i successivi lavori si sono limitati a ricalcare (cf. le carte nell'immagine a lato) nonostante qualche possibile, lieve imprecisione in alcune zone (e.g. i nomi delle Torri di Petina, cf. il link sopra).
In era pre-internet gli escursionisti si sono avvalsi, oltre e più che degli articoli in riviste specializzate (cf. bibliografia in A. Perciato, 2001) e delle indicazioni riportate nella guida di Gogna (op. cit.), soprattutto della nota guida di S. Ardito sulla Campania (vol. 2, 1996), che però dedicava solo poche pagine/ itinerari a queste montagne. Per una guida interamente dedicata a escursioni alburnine bisognerà attendere il nuovo millennio quando A. Perciato (2001) pubblica un libro con 16 itinerari tra i Monti Alburni. Nel 2010 il CAI/TCI danno finalmente alle stampe uno degli ultimi volumi della leggendaria "Guida dei Monti d'Italia", dedicato all'intero Appennino Meridionale (L. Ferranti et al., 2010). Per l'Alpinismo vd. anche O. Bottiglieri (2008) e C. Iurisci (2018).

Il Settore occidentale degli Alburni è una bastionata di torrioni intervallati da valloni che procede in direz. NNE - SSW per c. 7/8 Km tra Postiglione e Controne. Il nodo orografico più a Nord è costituito dal Mt. Palermo, a S del quale d'innalza il Monte della Nuda (1704m) che domina su questo versante che va via via degradando di quota procedendo verso sud. Postiglione è sormontata dalle pareti di Colle Medoro / Marola, che hanno suscitato l'interesse alpinistico maggiore, per questo versante, mentre le cime più a sud sono state abbastanza snobbate, specialmente rispetto alla zona del Panormo e a quella del Figliolo. Anche sotto l'aspetto del carsismo la fascia occidentale degli Alburni pare assai meno interessante (cf. Bellucci et al., 1995). Nel 1991 fu aperta una via alpinistica di media difficoltà sulla parete / spigolo W del Mt. Pizzuto (O. Bottiglieri, V. Apicella e F. Raso) ma non ci sono notizie di altre esplorazioni in questo settore (eccetto che a Timpa di Piedelalma, ma siamo a SW e più all'interno, sopra Castelcivita).
Conosco gli Alburni superficialmente: ci sono stato appena una decina di volte in 15 anni, sempre su sentieri, e prima non ero mai andato più a sud di C. Marola e Varco del Medoro, nonostante il buon Mimmo Ippolito mi avesse invitato anni fa per un'esplorazione proprio tra queste tre cime gemelle: Mt. Pizzuto, Chiodo e Porco (ma dovetti declinare per altro impegno). Ecco allora che l'invito di Giacomo Caputo di Postiglione casca a pennello, anche perché c'è la possibilità di rivedere gli amici cosentini guidati da Domenico Riga (oltre che testare la ripresa del mio menisco, dopo la lesione di quest'estate). In attesa di cominciare a fare qualcosa di più avventuroso anche qui, ci godiamo la bella escursione, tra le più celeri mai fatte (c. 6 ore). Al ritorno passerò dall'amico Elio Dattero per una veloce sortita sul panoramico M. Pendolo (pendici del versante settentrionale dei Monti Lattari).



Spettacolare fenomeno di retroilluminazione al mattino, dietro al Mt. Palermo (1432m), la cima più settentrionale del massiccio degli Alburni


ALBURNI: Cime e valloni del settore occidentale

Vallone Chiaimunno

Monte Acellica, versanti occid. (di Acerno)

Verso i Monti Picentini
(Mai a sin. e Acellica a des.)

Torre Pezzillo di Pietre Lisce (q. 1131m IGM)

Valle del Sele: Colliano e Mt. Marzano (1524m)

La Nuda (1704m) e più lontano a des., il Panormo (1742m)



Mt. Pizzuto (1403m): Giacomo Caputo si affaccia sul Vallone del Chiodo (dietro la parete e la Cima del Chiodo, 1400m, si staglia la gobba sommitale del più alto e meridionale dei tre "gemelli", Monte Porco, 1411m)



L'incassato Vallone del Chiodo, tra Cima del Chiodo e Mt. Pizzuto



Terminio e Acellica

Pizzo San Michele, Fajostello e M. Mai

L'Acellica con dietro il Terminio

Babbuino

Costiera Amalfitana

Cima del Porco, 1411m

Monte Urto, localm. detto Falcone (1661m)

 


Monte Sacro o Gelbison (1705m)

Cima dell'Alburno o Panormo (1742m)

Colazione sul Porco


Il Pizzuto e i suoi fratelli

< A sin. il Pizzuto, parete W




Altra panoramica sugli Alburni occidentali, dal Monte Palermo a N fino a Timpa Pianella a S



Colle Medoro / Marola



Monte Palermo



Cima del Mt. Palermo

La Nuda

Timpone Petrosa e Timpa Pianella

 

MONTE PENDOLO

Mt. S. Angelo a Tre Pizzi

Il Molare




Croce del Mt. Pendolo (Belvedere, q. 577m). La cima (618m) è qualche centinaio di metri più indietro, a SE




Il Vesuvio



BIBLIOGRAFIA ESSENZIALE SUI MONTI ALBURNI

Carlo Landi Vittorj, Monti Alburni, in: L'Appennino (Rivista del CAI di Roma, Anno 15, 1967, n.3, p. 50-63)
F. Pratesi, I Monti Alburni (in: L. Zappegno, C. Formisano, Alla Scoperta dei Dintorni di Napoli, 1981, pp. 165-168)
A. Gogna, Mezzogiorno di Pietra (Zanichelli, 1982, p. 108-117)
AAVV, Il Cilento. Tesoro della Campania (1992)
F. Bellucci, I. Giulivo, L. Pelella e A. Santo, Monti Alburni. Ricerche speleologiche (Ed. De Angelis, 1995)
S. Ardito, A piedi in Campania, vol. 2, (Iter ed., 1996, p. 97-117)
AAVV, Il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano (MAB, ed. Studio Idea, 1999)
A. Perciato, Le Montagne del Silenzio... 16 itinerari escursionistici tra i Monti Alburni (Arci Postiglione, 2001)
N. Russo, S. del Prete, I. Giulivo e A. Santo, Grotte e Speleologia della Campania (2005, p. 397-459)
O. Bottiglieri, Malopasso. Arrampicate sulla costa d'Amalfi e dintorni (Versante Sud, 2008)
L. Ferranti et al., Appennino Meridionale. Campania Basilicata Calabria. Guida dei Monti d'Italia (CAI - TCI, 2010, p. 277-297)
C. Iurisci, Passi di V° (ed. Il Lupo, 2018, p. 370-381)

CARTOGRAFIA: Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano (su base IGM 1:25.000, 2005?, 10 Cartine), [Cartina n. 1: Monti Alburni]

 

Fotografie di Francesco Raffaele
[Lumix FZ1000]

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