GRANDE ANELLO DELLE MAINARDE
Prati di Mezzo (c. 1430m) - Tabaccaro - L'Acero - Vallone della Meta - Pratolungo q. 1829m - La Metuccia - Q. 2161m - Monte a Mare (2160m) - Coste dell'Altare (q. 2075)
- Cappello del Prete (2013m) - Passo della Tagliola (Valico S. Michele, 1782m) - Monte Mare (2020m) - Monte Ferruccia (2005m) - Valle Venafrana - Passo Crocetta (1845m)
- Fonte Fredda (1700m) - Sella di Prato Piano (presso q.1827m) - Le Fontane (alta Valle Monacesca) - Monte Forcellone (2030m) - Valle Forestella - Rifugio del Prato di Mezzo.
(29 Aprile 2017)



Il mio itinerario del Grande Anello delle Mainarde
LE MAINARDE - Topografia, storia e frequentazione alpinistica - escursionistica
Il gruppo montuoso delle Mainarde è situato a cavallo tra l'alta valle del Volturno a Est (Molise, provincia di Isernia) e l'alta valle del Melfa (Picinisco e S. Biagio Saracinisco, Lazio, provincia di Frosinone) a W, a Sud della catena dei Monti della Meta. Fa parte del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise (dall'ultimo grande ampliamento del 10/1/1990) di cui costituisce l'estermità meridionale. Fino al Medio Evo queste montagne erano generalmente denominate Montagne di Aze (var. Acze), quindi considerate tutt'uno con La Meta (anticamente nota appunto come "Monte Aze"), mentre col tempo è emerso l'oronimo "Mainarde" derivante dal nome personale "Mainardo", "Menardo", "Maginardo", di origine francese (cf. E. Giammarco, TAM, 1990; L. Chiappinelli, Microtop. Lazio, 2006; il personale Mainardo ricorre anche nel Chronicon Vulturnense).
La catena calacarea è formata da valli e valloni nella parte occidentale e meridionale mentre a E (NE) numerosi circhi glaciali e relativi ghiaioni e morene delimitano il confine orientale dell'altopiano, affacciandosi sulla piana del Volturno e sulle valli e i contrafforti minori (a più basse quote) del versante est.
Il limite orografico settentrionale delle Mainarde non è ben fissato: taluni includono erroneamente i Monti della Meta nella catena delle Mainarde, ma è più corretto, come pure si ritrova altrove, ritenere queste ultime o un (sotto)gruppo a sé stante, o meglio un'appendice dei Monti della Meta (cf. G. Marinelli, La Terra, 1903, vol. IV,1, p. 219), che si estendono NNW-SSE, dalla Camosciara, attraverso la cima del Petroso (2247m), fino al Monte Meta (2242m).
Il nodo orografico "naturale" separante i due (sotto-)gruppi citati sarebbe quello del Passo dei Monaci (1967m), immediatamente a S del Mt. Meta, dove convergono i marcati solchi del Vallone della Meta (da SSW, Picinisco, FR) e Valle Pagana (da E, Pizzone, IS), e da dove l'andamento orografico NNW-SSE della catena ruota marcatamente, andando essa da lì a svilupparsi lungo la direttrice generale NW-SE.
Nelle opere fondamentali di Alpinismo/Escursionismo appenninico (Guida dei Monti d'Italia - Appennino Centrale, CAI-TCI, 1955; cf. sopratt. la riedizione aggiornata del 1989, curata da R. Landi Vittorj e G. Pietrollini, a p. 274-291) Carlo Landi Vittorj [1] tende a includere la Metuccia e Mt. A Mare nel gruppo della Meta, facendo quindi iniziare le Mainarde, in modo forse un po' arbitrario [2], immediatamente a sud del Mt. a Mare (2160m).
Possiamo delimitare l'area in oggetto e i suoi sottosettori così: all'altezza della reg. Paradiso e Passo dei Monaci, la dorsale dei Monti della Meta prende ad allargarsi dando inizio alle Mainarde: 1A) sul crinale orientale, che come detto procede verso SE, si innalzano le cime della Metuccia (2102, 2105m), Mt. a Mare (2160m), Coste dell'Altare (2075m), Cappello del Prete (2013m) e, dopo la depressione del Passo della Tagliola (1782m), la linea piega verso SSE con le cime gemelle (1B) di M. Mare-Ferruccia (2020m e 2005m, fino ai primi del '900 note come "Monte Parruccia"), dopo di ché si deprime nella Catenella delle Mainarde. A W la bella Valle Venafrana separa i suddetti rilievi sudorientali dal più interno sottosettore (2) del Mt. Cavallo (2039m), a S del quale è il Morrone delle Rose (1940m); ancora più a W, oltre la Valle Monacesca, s'innalza il sottosettore (3) del Monte Forcellone (2030m) compreso tra Valleporcina a W, i Prati di Mezzo a NW, Mt. Cavallo a NE e, oltre la propaggine meridionale del Mt. Monna, il centro abitato di S. Biagio Saracinisco a S.
Oltre questi 3 sottosettori localizzati nell'acrocoro principale, vi sono altre montagne per lo più isolate e allungantesi brevemente da N a S, situate poco più a E: il Mt. Marrone (1805m) - Mt. La Rocca, oltre la V. Viata, immediatam. a E del Ferruccia/Catenella d. M., il Mt. di Castelnuovo (1251m), a W del Mt. Marrone, e quindi più a N il Mt. Piana - Mt. San Michele (separati dalla breve forra di S. Michele a Foce), Mt. La Rocca (1544m)- Mattone, sopra Pizzone.


Due carte storiche della prima metà dell'800
Curiosamente la vetta più alta delle Mainarde (se includiamo il tratto a S di Passo dei Monaci), non ha nome ed è quella alla testata del circo glaciale che si estende tra Metuccia e Mt. a Mare, quotata 2161 su IGM e 2168m su una CTR del Lazio 1:10000 (attualm. vi è una piccola croce sull'ometto di vetta; vedi foto qui a des.). Seguono per altezza, Mt. a Mare (2160m), La Metuccia (2105, 2102m), Coste dell'Altare (2075m), Mt. Cavallo (2039m), Forcellone (2030m), Mt. Mare (2020m), tutte ben note agli escursionisti (e ai membri del Club 2000).
Assai interessanti sotto il profilo geologico (cf. F. Filocamo et al., L'Itinerario "Le Mainarde - Alto Volturno...", in, Mem. Descr. C.G.I., 102, 2014), per i numerosi geositi, il carsismo, e dal punto di vista speleologico (cf. C. Di Cerbo, ed., Patrimonio Ipogeo delle Mainarde, 2008), Le Mainarde ospitano anche un interessante patrimonio botanico e zoologico (orso marsicano e aquila reale su tutti; cf. nota 2) e l'area era anche nota per le sue miniere di ferro, rame (e forse anche d'oro!): sono perciò dall'800 meta di esplorazioni di naturalisti e altri scienziati. La "desolata bellezza" di queste montagne e valli ha attirato gli escursionisti e scialpinisti sin dai primordi delle varie sezioni del CAI (di Napoli, Roma etc.; relazioni di gite appaiono soprattutto a partire dall'ultimo decennio dell'800), quando non si erano ancora spenti gli echi della frequentazione di queste zone da parte di bande di briganti (cf. F. Sabatini,
Monte Meta e dintorni. Antologia di scritti dal 1552 al 1926, 2003, benché incentrato come da titolo sulle salite alla Meta). Vennero attrezzati nel gruppo delle Mainarde due rifugi: il rif. A. Franchi (q.1190m in loc. Casone le Mainarde, IGM) e poi il Baraccone (loc. Prati di Mezzo). I citati articoli di Landi Vittorj contribuirono a promuoverne la frequentazione.
La zona ha conosciuto importanti fasi storiche soprattutto dopo la fondazione, nell'alto Medioevo (VIII sec.), dell'Abbazia di San Vincenzo al Volturno, che per secoli "rivaleggiò" con Montecassino nel possesso dei territori di questa regione di "Terra di Lavoro" (solo dall'800 fu divisa tra le province di FR e IS) e dei comprensori limitrofi.
La IIa Guerra Mondiale ha lasciato memorie storiche importanti sulle Mainarde, teatro di battaglie legate alla presenza della "Linea Gustav", all'eccidio di Collelungo (28 dicembre 1943), all'impresa degli alpini dell' E.I., Battaglione Piemonte, che scalarono di notte il ripido versante E del Mt. Marrone (31 marzo 1944). Negli anni del boom economico, si tentò di lottizzare la località Le Forme (Pizzone) per costruirci un villaggio turistico in quota: venne quindi asfaltata la vecchia mulattiera che vi sale da Pizzone e la località fu ribattezzata "Valle Fiorita". L'opposizione degli ambientalisti bloccò i tentativi di speculazione di fine anni '60; venne elaborato dal PNA il "Progetto Mainarde" che poi sarà recuperato nel 1989 quando, anche grazie alla lungimiranza di alcuni sindaci locali, come quello di Rocchetta a Volturno, il territorio delle Mainarde entrò a far parte del parco, poi PNALM.
Oggi i motivi di attrazione sono molteplici: oltre allo scialpinismo, alpinismo [3] e all'escursionismo [4], la visita al complesso di S. Vincenzo a Volturno (cripta di Epifanio), alle sorgenti di Capo a Volturno, ai vari paesini, tra cui Scapoli (festa della fisarmonica), S. Vincenzo a Volturno (lago artificiale dalle acque color turchese ed eremo di S. Michele a Foce), Castelnuovo al Volturno (suggestiva la festa dell'Uomo-Cervo, Gl'cierv, vd. links in basso alle escursioni del 2008 e 2011), Rocchetta a Volturno (il borgo abbandonato di Rocchetta Alta, vd. link in calce anno 2011), Pizzone (Centro visita "MOrso", Museo dell'Orso)...

NOTE
[1]
L'ing. Carlo Landi Vittorj (1891-1973), grande appenninista e scialpinista romano, fu autore di numerosi approfonditi articoli sui gruppi montuosi del Centro-Sud Italia, pubblicati nella Rivista Mensile del CAI e ne L'Appennino, la rivista bimestrale della sezione di Roma del Club Alpino Italiano. Tra le sue pubblicazioni vi sono anche "Il Gran Sasso" ("Guida dei Monti d'Italia" del CAI-TCI, compilata con S. Pietrostefani, 1943; 1962², 1972³), e "Appennino Centrale" (GMI, CAI-TCI, 1955). In quest'ultima opera, le Mainarde erano quasi del tutto ignorate: solo mezza pagina per l'it. 344 (Metuccia, Mt. a Mare e Mt. Mare, op. cit., 1955, p. 397. Va però detto che quella prima edizione comprendeva in +500 pagine l'intero Appennino Centrale, Gran Sasso escluso, dai Sibillini e Laga fino al Matese!). Pochi mesi dopo l'uscita del volume, C. Landi Vittorj pubblicò un primo articolo sul "Gruppo delle Mainarde" (in: L'Appennino 1955, n.6, p. 127-129) dove esordiva scrivendo "E' il settore più meridionale e più eccentrico del Gruppo della Meta [...] ha inizio a S di Monte a Mare con le Coste dell'Altare...". In un secondo e ancor più ampio articolo, pubblicato con lo stesso titolo qualche anno dopo (L'Appennino, 1963, n.1, p. 14-27 e divulgato anche come estratto/opuscolo a sé) il Landi Vittorj includeva la Metuccia e Mt. a Mare nel settore settentrionale delle Mainarde che va "dal Passo dei Monaci al Passo della Tagliola", ma precisando che le due suddette cime a N di Coste dell'Altare (q.2075) vi erano comprese solo per ragioni di contiuguità e che (apparentemente dal punto di vista idrogeologico) il Gruppo delle Mainarde vero e proprio inizia a S del Mt. a Mare (!). Questa suddivisione è rispettata anche nell'ultima e definitiva edizione della Guida "Appennino Centrale" (aggiornata dal figlio di Carlo, Rodolfo Landi Vittorj, con la collaborazione di G. Pietrollini, CAI-TCI, 1989, p. 274 seg.) dove le M. sono ritenute "un'appendice della Meta" e il sottogruppo è trattato in un paragrafo a parte (op. cit., 1989, p. 274-291).
Dal momento che sotto il profilo geologico le Mainarde sono una prosecuzione della dorsale della Meta (cf. op. cit., 1989, p. 218), credo che il "confine convenzionale" tra il gruppo della Meta e quello delle Mainarde possa essere invece ritenuto il Passo dei Monaci (vedi anche nota 2) tenendo però presente che le Mainarde sono la parte meridionale dei Monti della Meta: per ragioni storico-geografiche e alpinistiche possono essere distinti ma orograficamente si tratta di un (unico) sottogruppo /catena dei Monti Marsicani (o della porzione oggi nota pure come "Monti del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise").
[2] Per una trattazione generale sulle Mainarde (in cui tra l'altro il confine nord del gruppo viene fatto coincidere con il Passo dei Monaci) si veda anche il capitolo di Franco Tassi, Alle Mainarde, nel Parco Nazionale d'Abruzzo contenuto nel bel volume curato da Natalino Paone, Il Molise. Arte, cultura, paesaggi, 1990 (alle pp. 117-126).
[3] Per l'alpinismo cf. C. Iurisci, Passi di V°, 2018, p. 347-51; Alpinismo invernale: C. Iurisci, Ghiaccio d'Appennino, 2012, p. 408-27 (anche le due pubblicazioni di Iurisci includono Metuccia e Mt. a Mare nel settore della Meta piuttosto che in quello delle Mainarde); scialpinismo: L. Mazzoleni, La Montagna incantata, vol. 2, p. 268-75 (della 1a ediz.). Per l'alpinismo invernale contattare Riccardo Quaranta, molisano e molto attivo sulle Mainarde. Per l'escursionismo, oltre alla ben nota bibliografia generale sull'Appennino centrale e i Monti del Parco, cf. P. Lancia, in A. Alesi e M. Calibani (ed.), Creste d'Appennino, 2015, p. 143-147 (Monte a Mare, l'it. è un anello delle Mainarde con partenza/arrivo d/ai Prati di Mezzo, simile a quello qui effettuato ma non includente Mt. Mare/Ferruccia e Forcellone). NB: come appoggio, oltre al Ristorante-Rifugio "Il Baraccone" ai Prati di Mezzo (Picinisco, FR) è attivo e gestito il "Rifugio del Falco", situato a des. poco dopo lo svalico sul Le Forme della strada asfaltata proveniente da Pizzone, 11Km, raggiungibile anche da Alfedena, via Piano dei Campitelli, c. 15Km (ved. il sito web on-line; su quest'ultima strada, d'inverno, la neve è spalata con più regolarità rispetto a quella di Pizzone).
[4] Oltre alle normali escursioni alle varie cime (cf. la Guida CAI/TCI di C. Landi Vittori, ediz. 1989 cit.) è possibile effettuare la TRAVERSATA DELLE MAINARDE (ad es.: Le Forme - Passo dei Monaci - Castelnuovo a Volturno; vedi. link in fondo alla pagina, anno 2009) e diversi anelli, come il "GRANDE ANELLO DELLE MAINARDE", a cui si riferiscono le foto di questa pagina, organizzato dal noto appenninista Claudio Cecilia. L'affluenza assai numerosa della IIa edizione di queste escursioni (l'anno precedente Cecilia aveva organizzato l'anello dei monti Ernici occidentali, 28/5/2016, a cui pure partecipai) ha fatto sì che il gruppo si sfaldasse e le distanze tra i primi e gli ultimi fossero enormi. L'itinerario completo prevedeva, oltre alla traccia riportata in alto a sin., anche il passaggio su Mt. Cavallo e Morrone delle Rose (l'anello intero è stato effettuato da un solo escursionista! Sono circa 28-29Km e +2000m disliv.). Diversi escursionisti hanno evitato di salire sul Mt. Forcellone e Mt. Cavallo (come il gruppetto che è però "sceso" al Mt. Marrone), altri sono saliti solo su una di queste ultime 2 cime (io ho scelto il Forcellone, anche se era immerso nella nebbia fitta). La traccia in fig. alto a sin. è quella che ho scaricato dal GPS della mia fotocamera EOS 6D (la ricezione è peggiore di quella del gps di uno smartphone, quindi va sempre "ripulita") e credo siano 22-24Km e 1600/1700m il dislivello.
[FRANCESCO RAFFAELE, 7-9/1/2019]




Picinisco



Salita di notte ai Prati di Mezzo (poco prima di questa foto, un grosso istrice mi corre davanti all'auto)



A des. foto di gruppo presso "il Baraccone" ->




Nel Vallone della Meta



A sin. Torretta di Paradiso

Cima della Meta, il Gendarme e Passo dei Monaci

Pratolungo e il versante Sud della Meta

Praticello, dolina q. 1897m



Q. 1897m





Presso le quote Sud della Metuccia

Omaggio su q. 2140m (Metuccia Sud)

Su Q. 2161 IGM, la più alta dell'intero settore

Su Monte a Mare (2160m)

Panorama dal Monte a Mare (2160m)

Attendiamo gli altri per ricompattare il gruppo

Monte Cavallo e Forcellone




Su Coste dell'Altare (q. 2075m)



Monte Cavallo (NE)



In basso a destra una gigantesca "scultura naturale" nella roccia










 


Claudio indugia tra le rocce



Castel San Vincenzo e il Lago



Mauro s'è fatto tutto il "giretto" con un acciacco al piede!

Verso il Monte Mare...

... ma prima c'è il Valico della Tagliola

Due chiacchiere con Claudio



Passo della Tagliola (o Valico di San Michele, 1782m)



Le acque turchesi del Lago di Castel San Vincenzo



Monte Cavallo, alta Valle Venafrana e Monte A Mare, salendo verso il Monte Mare



La cresta del Monte Castelnuovo e, più dietro, quella del Monte della Rocchetta



Sullo sfondo La Meta a sin. e Monte a Mare a des.



Tra Monte Mare e Monte Ferruccia



Ancora Castel S. Vincenzo e l'omonimo lago.

A des. Passo della Montagnola e Monte Marrone (1805m) - >


< - Cima M. Ferruccia (2005m) e poi tornando indietro a N



Claudio Cecilia, organizzatore di questo giro e soprattutto grande Appenninista!









Monte Cavallo (2039m): a causa delle nubi dovremo scegliere fra Cavallo e Forcellone e io sto con un gruppetto di escursionisti che salirà sul secondo





Cima Monte Forcellone (2030m)




Claudio L. ... in the mist



 









Link ad altre foto di Escursioni in zona Mainarde

Monte a Mare e Metuccia
(4/11/2017)

Monte Cavallo e Forcellone (30/1/2016)

Monte Forcellone, invernale (9/3/2014)

Rocchetta Alta. Rito dell'Uomo Cervo Gl' Cierv
(6/3/2011)

Traversata delle Mainarde
(4/10/2009)

Lago di Castel San Vincenzo,
Abbazia di S. Vincenzo a Voltuno,
Sorgenti del Volturno e Gl'Cierv
(3/2/2008)

Monte Marrone e Monte Mare.
Scapoli, Festival della
Zampogna
(29/7/2007)


Foto di Francesco Raffaele
[EOS 6D + Canon 24-104L is]

H O M E